Associazione APE
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Edicola di Limigiano
La proposta di intervenire per il recupero dell’affresco realizzato in un’edicola votiva posta all’ingresso del castello di Limigiano, risale al 2022.

Il castello sorge in una zona collinare, lungo il confine tra Bevagna e Cannara, raggiungibile dall’attuale strada provinciale 403.

Non si conosce con certezza a quale municipio romano appartenesse, ma si ipotizza potesse appartenere a quello dell’antica Mevania o della vicina Urvinium Hortense, anche se non è da escludere la sua dipendenza d Asisium, dal momento che in passato risultava far parte della diocesi di Assisi.

Limigiano, insieme ai castelli di Castelbuono, Collemancio e Coccorone, faceva parte di un sistema di fortificazioni del territorio di Bevagna, sotto il Ducato di Spoleto.

La Chiesa e il Monastero di San Michele Arcangelo

Il complesso monastico benedettino, insieme alla Chiesa di San Michele Arcangelo e le aree verdi di pertinenza, occupano un'ampia zona all’interno delle mura del castello.

Al monastero si accede dalla piazza mediante l'ingresso principale che si affaccia sul cortile interno con pozzo centrale, attorno al quale su tre lati si sviluppano su più livelli gli ambienti monastici; ad essi si accede mediante una scala rampante esterna. Il quarto lato del cortile è chiuso dal corpo di fabbrica della Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, a cui si accede dal portale ad arco a tutto sesto che si affaccia sulla piazza.

La Chiesa della Confraternita

Incerta è l'origine dell'edicola votiva, oggetto di intervento.

Si ipotizza, sulla base di testimonianze verbali di abitanti del luogo, che sia stata eretta sui resti di una precedente chiesa allo stato di rudere.

Dal catasto gregoriano, si evince, infatti, la presenza di un edificio di culto contrassegnato con la lettera B nell'area in cui è posizionata attualmente l'edicola. Tale chiesa veniva chiamata dagli abitanti del posto come "chiesa della Confraternita", dal momento che veniva utilizzata come luogo in cui avveniva la vestizione in occasione delle processioni.

Per molto tempo fu erroneamente denominata "Chiesa del Gonfalone", ormai andata distrutta e localizzata su un terreno più a valle.

Tracce della chiesa preesistente sono da individuare nella parete di fondo dell'attuale edicola.

Alcune info

L’AFFRESCO

La parete di fondo presenta un affresco raffigurante “Madonna in trono con bambino”, di autore ed epoca di realizzazione ignoti. L’opera è già stata oggetto di un primo intervento conservativo e di consolidamento in modo da bloccare le cadute degli strati preparatori e pittorici; si è provveduto, inoltre alla rimozione di una precedente ridipintura di epoca contemporanea che aveva compromesso la conservazione dell’opera originaria.

L’EDICOLA

In corso d’opera si è constatato che la struttura portante, costituita da una parete in mattoni di laterizio di esiguo spessore, a tamponamento di una nicchia preesistente nella parete di fondo, risulta completamente distaccata dall’affresco.

L’edicola presenta diverse forme di degrado concentrate principalmente in corrispondenza della parete di fondo - riconducibili alla presenza di umidità derivante sia dalla pendenza del terreno retrostante che di umidità per risalita - e in copertura, dove gli elementi lignei della struttura risultano fortemente compromessi.

Gli interventi proposti sono volti a risolvere i fenomeni di degrado in modo da ripristinare la fruibilità in sicurezza dell’edicola.

Si provvederà, in primo luogo, a mettere in sicurezza l’affresco presente sulla parete di fondo, in modo da non comprometterne l’integrità durante le fasi di lavorazione, che prevedono:

  • Interventi in copertura
Con lo smontaggio della copertura esistente, che verrà quindi sostituita con nuovi elementi, del tutto similari per tipologia, forme e finitura, ad eccezione della capriata, che verrà risanata.
Si provvederà, infine, alla disposizione di canali di gronda e discendenti in modo da garantire il corretto allontanamento dell’acqua piovana.

  • Interventi sulla parete di fondo
Per contrastare i fenomeni di umidità attuali e i conseguenti degradi. Si provvederà allo scrostamento dell’intonaco ammalorato e al suo rappezzamento con intonaco a base di calce e alla realizzazione di trattamenti anti-risalita, di concerto con gli organi preposti.